lunedì 14 novembre 2011

Gli studenti africani tifano Mobyt


La Pallacanestro Ferrara invita una rappresentanza dell’Ascaf al PalaSegest




A partire da oggi, domenica 6 novembre, in occasione di Mobyt Ferrara – Vis Spilimbergo, ottavo turno di andata del campionato di Dnb, gli spalti del PalaSegest accoglieranno dei “nuovi” tifosi biancoverdi.
Si tratta di una rappresentanza dell’Associazione Ascaf (Associazione Studenti Continente Africano) dell’Università degli Studi di Ferrara. Grazie all’iniziativa di ASCAF per l’occasione saranno presenti anche 57 ghanesi richiedenti asilo politico arrivati a Ferrara in seguito alla crisi libica, e seguiti nella quotidianità dalla Cooperativa sociale Camelot – Officine Cooperative, che da anni si occupa di servizi informativi, orientamento, accoglienza e integrazione per migranti e rifugiati.
La Pallacanestro Ferrara è particolarmente lieta di mettere a disposizione una parte della curva sud a questo nutrito gruppo – oltre 80 ragazzi – di nuovi tifosi della Mobyt, e ringrazia per la collaborazione l’Ufficio Comunicazione di Unife, che ha creato il contatto con il fondatore di Ascaf,  il dottor Mathurin Tengueu Tongue, e con il suo attuale presidente, Domingo Djibriles.
Giacomo Incarbona, direttore generale della Pallacanestro Ferrara, spiega con orgoglio il senso dell’invito: “Come società siamo convinti che lo sport possa rappresentare un importante strumento di condivisione sociale. Lo diciamo dall’inizio dell’avventura: vogliamo che il PalaSegest diventi la casa di tutti. Per questo abbiamo invitato a seguire le partite della Mobyt anche questi ragazzi stranieri: integrarli significa farli partecipare attivamente alla vita e alle attività della città. Sono certo che daranno una bella nota di colore e freschezza al nostro tifo”.
Quello di oggi sarà dunque un pomeriggio all’insegna della solidarietà nei confronti dell’Africa.
Oltre all’invito che la Pallacanestro Ferrara ha fatto agli studenti di Ascaf e ai richiedenti asilo ghanesi, all’ingresso del PalaSegest si troveranno i banchetti dell’associazione umanitaria di Life for Madagascar: i tifosi ferraresi, donando 3 euro, potranno ricevere l’esclusivo braccialetto Mobyt Basket for Life e contribuire alla realizzazione di un centro sanitario in Madagascar.

 Raccolti 1800 euro
È stata una bellissima giornata di sport quella di domenica al PalaSegest. Hanno infatti avuto un grande successo le iniziative di solidarietà organizzate dalla Pallacanestro Ferrara che hanno fatto da corollario alla rotonda vittoria di Gori e compagni contro la Vis Spilimbergo.
Grazie alla sensibilità dei tifosi ferraresi, l’associazione dei medici di Life for Madagascar ha raccolto circa 1.800 euro che aiuteranno a completare la costruzione di un centro sanitario in Madagascar, sull’isola di Nosy Be. Tutti al PalaSegest agitavano al polso il braccialetto verde di Mobyt Basket for Life, a dimostrazione delle numerose donazioni giunte sui banchetti di Life for Madagascar.
La Pallacanestro Ferrara e il main sponsor Mobyt sono soddisfatti di aver contribuito al successo dell’iniziativa, confermando una volta di più la propria attenzione verso i temi del sociale. Particolarmente apprezzata è stata poi la presenza sugli spalti degli studenti africani di Ascaf invitati dalla Pallacanestro Ferrara, che hanno trascinato tutto il pubblico del PalaSegest con cori incessanti a favore della squadra.

Fonte : Estense.com

Lista Rossa Iucn 2011: il barometro dell’estinzione segna tempesta (con qualche schiarita)





L'ultimo aggiornamento della Lista Rossa dell'Iucn delle specie illustra gli sforzidell'International union for conservation of nature e dei suoi partner «Per aumentare il numero è la diversità delle specie valutate, migliorando la qualità delle informazioni, al fine di stabilire un quadro migliore dello stato della biodiversità». L'Iucn è convinta che «Con  più di 61.900 specie studiate ad oggi, un altro passo da gigante è stato fatto per fare della lista rossa quel vero "barometro della vita", che eminenti scienziati chiedono sul magazine Science del 2010».
L'aggiornamento della Red List parte dai rettili che costituiscono una componente importante della biodiversità, in particolare negli habitat aridi e nelle isole, i luoghi più colpiti dal global warming e dal cambiamento climatico. L'Iucn sottolinea che «In questi ultimi anni, sono state valutate numerose nuove specie di rettili, in particolare la maggior parte di queste sono state trovate in Madagascar. I risultati allarmanti  rivelano che il 40% dei rettili terrestri del Madagascar sono minacciati. Le  22 specie identificate come a rischio critico di estinzione, una categoria comprendente camaleonti, gechi, scinchi e serpenti, sono oggi una vera sfida per la conservazione della natura. Queste nuove informazioni aiutano a condurre la pianificazione della preservazione della biodiversità e permettono di fare una valutazione della protezione che le riserve  naturali malgasce offrono ai rettili. E' incoraggiante sapere che nuove zone di salvaguardia sono state create in Madagascar e che aiuteranno preservare una percentuale significativa di specie in pericolo critico di estinzione, come il camaleonte Tarzan (Calumma tarzan), il caméléon au nez bizarre (Calumma hafahafa) e lo scinco apode (Paracontias fasika). Grazze al loro status sulla Lista Rossa, delle specie che, da sempre, sono state ignorate dagli sforzi di conservazione, come i  gechi in pericolo Paroedura masobe e Uroplatus pietschmanni, figurano in maniera più visibile nei nuovi piani».

Gli anfibi sono certamente le specie più a rischio e la cosa preoccupa molto perché svolgono un ruolo vitale negli ecosistemi e rappresentano degli indicatori della buona salute dell'ambiente. Ma la loro perdita potrebbe essere costosissima per gli esseri umani. Come spiega il rapporto Iucn, «Sono delle vere farmacie ambulanti utilizzate nella ricerca di nuove medicine». Come gruppo più minacciato, gli anfibi godono di una particolare attenzione da parte dell'Iucn e dei ricercatori che recentemente hanno "scoperto" 26 nuove specie aggiunte subito alla Red List. La raganella benedetta (Ranitomeya benedicta) è classificata come vulnerabile, la raganella di Summers (Ranitomeya summersi) è in pericolo, entrambe sono minacciate dalla perdita del loro habitat e dalla raccolta destinata al commercio internazionale di animali esotici da compagnia.



La Lista Rossa si aggiorna anche seguendo da vicino le scoperte scientifiche: «Per esempio, fino a poco fa  si conosceva solo una specie di razze manta, ma delle nuove comparazioni delle osservazioni sul campo rivelano oggi che ci sono invece due specie di manta: la Manta della barriera corallina (Manta alfredi) e la manta gigante (Manta birostris)» Entrambe sono classificate vulnerabili. La manta gigante è la più grande razza vivente e può raggiungere i 7 metri di apertura  "alare", il problema è che le sue parti hanno un grande valore sul mercato e che viene per questo perseguitata da una pesca mirata, soprattutto per le sue branchie che vengono utilizzate nella medicina tradizionale cinese. L'Iucn ribadisce che «E' indispensabile istituire urgentemente un controllo ed una regolamentazione dello sfruttamento e del commercio delle due specie di razze manta ma anche proteggere i loro principali habitat».
Restando al mare, secondo l'aggiornamento della Red List  riguardante tutte le specie di sgombridi come i tonni e i maccarelli e di pescispada e marlin, che è stato recentemente pubblicato su Science, «Mostrano che la situazione è particolarmente grave per i tonni. 5 delle 8 specie di tonno sono nelle categorie minacciate o quasi minacciate. Comprendono il tonno rosso del sud(Thunnus maccoyii), in pericolo critico di estinzione, il tonno rosso del nord o tonno rosso dell'Atlantico (T. thynnus, quello presente in Mediterraneo, ndr), in pericolo, il tonno obeso (T. obesus), vulnerabile, il tonno giallo (T. albacares), quasi minacciato, ed il germon o tonno bianco (T. alalunga), quasi minacciato. Queste informazioni saranno molto preziose per aiutare i governi a prendere delle decisioni che potrebbero salvare l'avvenire di queste specie, molte delle quali hanno un grandissimo valore economico». L'Iucn ha anche rivalutato lo status del salmone rosso (Oncorhynchus nerka) del nord Pacifico che resta immutato a livello di specie, mentre p è molto preoccupante la situazione di alcune sub-popolazioni a causa del degrado dei loro habitat in nord America: il 31% delle sub-popolazioni sono minacciate e  l'Iucn sottolinea la necessità di proseguire con le iniziative di tutela.
L'aggiornamento si occupa anche delle piante, considerate risorse essenziali per il benessere umano e  componenti critici degli habitat selvaggi, ma sono però sottorappresentate nella Red List. L'Icn spiega che «Il lavoro attualmente in corso per migliorare la loro conoscenza include una valutazione di tutte le conifere. A questo stadio, i risultati rivelano alcune tendenze turbolente. L'abete d'acqua cinese (Glyptostrobus pensilis), per esempio, che era molto esteso in Cina e Vietnam, è passato da in pericolo a in pericolo critico di estinzione. La principale causa del declino è la perdita di habitat a causa dell'agricoltura intensiva e sembra  davvero che in Cina non ne esista più nessuna pianta selvatica. La più grande delle popolazioni recentemente scoperta in Laos è stata distrutta dalle inondazioni create dalla costruzione di progetti idraulici  e sul suolo vietnamita non restano che pochissimi, se quelli che restano non producono ancora sementi utilizzabili, significa che questa specie si dirige rapidamente verso lo status di estinta allo stato selvatico».
Il rapporto fa anche l'esempio del Taxus contorta, utilizzato per produrre il Taxol, un medicinale utilizzato nella chemioterapia, che è passato da vulnerabile a in pericolo a causa del sovra-sfruttamento.
Sono numerose le specie vegetali tropicali a rischio: il 77% delle 79 piante e fiori endemici delle isole granitiche delle Seychelles valutati dalla Lista Rossa sono a rischio di estinzione. Una specie, il famoso coco de mer (Lodoicea maldivica) è passata da vulnerabile a in pericolo, minacciato dagli incendi e dalla raccolta illegale per le sue supposte proprietà afrodisiache. Anche se la vendita del cocco di mare è strettamente regolamentata, esiste un esteso mercato nero.
Jane Smart, direttrice del  Global species programme dell'Iucn, spiega che «Questo aggiornamento ci porta buone e cattive notizie sullo stato di numerose specie di tutto il mondo. Sappiamo che gli sforzi di conservazione danno dei risultati se sono messi in opera in tempo ma, senza un fermo sostegno politico associato a degli sforzi mirati ed a delle risorse sufficienti, le meraviglie della natura ed i servizi che ci offre potrebbero essere perduti per sempre».
www.greenreport.it/

Lo “ Zecchino d’Oro” adotta una canzone e pure il Madagascar


Da piu’ di cinquant’anni lo Zecchino d’Oro porta tanta musica e molta allegria in tutte le case dei bambini italiani, realizzando nel tempo un repertorio musicale per l’ infanzia che comprende ben 694 canzoni. Dal 15 al 19 novembre lo Zecchino torna su Rai Uno con la 54° edizione, in diretta dall’ Antoniano di Bologna dal martedi’ al venerdi’ alle 17.00 e il sabato, puntata finale, a partire dalle 17.15.
La manifestazione tanto amata dai piccoli telespettatori anche quest’anno sara’ condotta da Veronica Maya e Pino Insegno, insieme per la seconda volta sul palco dell’Antoniano. Come di consueto non manchera’ il Piccolo Coro “Mariele Ventre” dell’Antoniano di Bologna diretto da Sabrina Simoni.
Le puntate della rassegna musicale verranno trasmesse in replica la sera su Rai YoYo, il canale tematico dedicato ai bambini.
Al 54° Zecchino d'Oro parteciperanno, oltre all'Italia, l’ India, la Spagna, gli Stati Uniti e per la prima volta il Madagascar. Gli otto brani italiani in gara sono scelti tramite il concorso per autori che si svolge tra il 31 gennaio e il 31 marzo di ogni anno. Saranno eseguiti da bambini selezionati nelle varie regioni d'Italia. Le quattro canzoni estere invece sono state scelte nella produzione per l'infanzia (contemporanea e tradizionale) fra quelle più significative e più note di ciascun Paese, tradotte e messe in versi da autori italiani. Verranno eseguite da bambini originari dei Paesi delle canzoni prescelte. Una parte dei brani verrà eseguita in lingua originale. Insieme ai 13 interpreti delle 12 canzoni (una viene eseguita in coppia) canterà il Piccolo Coro.
I bambini anche quest’anno saranno divisi in due squadre capitanate dai conduttori, i “Pini” e le “Maye”. Nella puntata finale interverranno i Magia, Irene Grandi testimonial per Greenpeace, il Presidente dell’ Unicef  Vincenzo Spatafora e le Verdi Note dell’Antoniano di Bologna.
Come di consueto poi, verrà presentato il nuovo progetto del Fiore della Solidarietà. Quest’anno - 20° anniversario del Fiore – i bambini del Piccolo Coro saranno i portavoce della campagna nazionale di raccolta fondi di Antoniano Onlus. Il progetto affronterà il problema della povertà in Italia con l'obiettivo di realizzare a Bologna un centro di accoglienza e reinserimento sociale per le persone bisognose. L’iniziativa e’ patrocinata dal Segretariato Sociale Rai.
Anche in questa edizione si potranno votare da casa le canzoni in gara. Il numero per il televoto è 894.242 da rete fissa (al costo di 1,01 euro iva inclusa per voto espresso correttamente - massimo 10 voti al giorno - servizio riservato ai clienti maggiorenni, regolamento del Televoto su www.antoniano.it). Il televoto sarà attivo 24 ore su 24 da martedì 15 a sabato 19 novembre e l’Antoniano destinerà il ricavato al netto dell’IVA e dei costi del servizio al progetto del Fiore della Solidarietà “Disegniamo un mondo senza povertà”.
Oltre che al giudizio del pubblico a casa le canzoni dello Zecchino saranno sottoposte alla valutazione di due giurie. La prima, presente nelle prime quattro puntate, sara’ composta da professionisti provenienti da vari settori e presieduta da un rappresentante famoso. La seconda, invece, sara’ formata da 20 bambini dagli 8 ai 12 anni. Ogni giorno la giuria cambiera’ i suoi componenti: martedi’ 15 novembre saranno presenti le forze dell’ ordine presiedute da Valentina Vezzali; mercoledi’ 16 Enzo Decaro accompagnera’ i maestri; giovedi’ 17 Matilde Brandi sara’ insieme a un gruppo di ballerini; venerdi’ 18 Rosanna Banfi sara’ in compagnia dei medici. Sabato 19, infine, sara’ la giuria composta dai bambini ad assegnare lo Zecchino d’Oro. 
Grande novità di questa 54ª edizione è l’iniziativa “Adotta una canzone”: 12 personalità di rilievo nel campo della cultura, dello spettacolo e dello sport "adotteranno" le 12 canzoni in gara, impegnandosi a promuoverle e a sostenerle per testimoniarne ulteriormente il valore. Tra coloro che hanno gia’ aderito al progetto : Alexia, Renzo Arbore, Pippo Baudo, Antonio Caprarica, Max Giusti, Carolina Kostner, Joaquin Navarro-Valls, Simone Rugiati, Natalia Titova e Roberto Vittori.
Lo Zecchino d’Oro sara’ inoltre visibile nel mondo grazie ai Canali di Raitalia diffusi in America (New York - Toronto ore 12.00; Buenos Aires ore 14.00), Australia (Sidney il giorno successivo alle 15.00), Asia (Pechino il giorno successivo alle 12.00) e Africa sub sahariana (Johannesburg ore 18.30).
Il programma sara’ sottotitolato per i non udenti alla pagina 777 di Televideo e i telespettatori potranno usufruire di questo servizio anche per cantare in diretta insieme ai protagonisti del programma. La regia e’ di Maurizio Ventriglia.
Fonte: Nebrodi e Dintorni (Blog)

martedì 8 novembre 2011

Da Rimini in Madagascar per un incontro


L’avventura di una adozione! 


La nostra avventura in Madagascar parte da lontano, precisamente 3 anni  fa, quando dopo un anno circa di percorso presso i tribunali ed i servizi sociali italiani per l'idoneità all'adozione internazionale  inviamo i nostri documenti sull'Isola Rossa.
L'attesa diventa più lunga e difficile del previsto, e mette a dura  prova la nostra voglia di diventare genitori adottivi. Ma teniamo duro superando lo sconforto e il 20 maggio riceviamo finalmente l'abbinamento del nostro piccolo A. di poco meno di 3 anni.
Due mesi dopo atteriamo ad Antananarivo nel cuore della notte.
Il mattino dopo, ancora disorientati dal viaggio, dal nuovo ambiente, e
dalle poche ore di sonno, siamo in macchina con l'avv. Rabenarivo,
incaricato di affiancarci nel nostro percorso formale tra giudici e
ministeri, alla volta del tribunale dove finalmente conosceremo nostro
figlio.
Attraversare le vie di Tana, i poverissimi mercati di ogni genere ai
bordi delle strade, anche quelle più centrali, vedere il volto di tanti
bimbi per strada ci lascia un senso di smarrimento; ma per questa
mattina tutte le nostre emozioni sono destinate all'incontro con il
nostro piccolo A., quindi facciamo tutta la strada in uno stato di
apparente catarsi.




L'incontro con A. non è romantico come per anni l'abbiamo immaginato; ci
viene presentato e "consegnato" nel parcheggio del tribunale, lui
visibilmente e comprensibilmente spaurito e disorientato e noi
ugualmente impacciati e impreparati ad un incontro con quelle modalità.
La situazione non ci permette di mostrarci deboli e quindi facciamo di
tutto per essere all'altezza del coraggio del nostro piccolo. Il suo
primo sguardo è qualcosa che ci porteremo dentro per sempre, anche se
ora abbiamo imparato ad apprezzare e ad amare le sue migliori espressioni di gioia e serenità.

Raccontare le gioie e le difficoltà dei tre mesi successivi di
conoscenza reciproca è impossibile; descrivere la felicità nel vederlo
di giorno in giorno affidarsi a noi, perfetti sconosciuti bianchi dal
linguaggio incomprensibile, e assieme a noi creare la nostra nuova
famiglia è qualcosa che non è possibile trasmettere a parole.

La permanenza in Madagascar, di quasi 3 mesi, richiesta dall'autorità
malgascia per il completamento della procedura di adozione, seppure
effettivamente lunga e a volte logorante, ci ha dato modo innanzitutto
di prendere confidenza reciproca in un ambiente più familiare per il
nostro piccolo, e allo stesso tempo ha dato modo a noi di conoscere un
po' meglio un paese che, per avere dato i natali a nostro figlio, ci
rimmarrà sempre nel cuore. Purtroppo le condizioni logistiche, i costi
di trasferimento e l'effettiva difficoltà a fare grossi spostamenti con
un piccolo di 3 anni appena conosciuto, ci hanno permesso di visitare
solo una piccolissima parte di questo straordinario paese.

Abbiamo potuto vedere i dintorni della capitale, dove abbiamo passato la
maggior parte del tempo anche per l'espletamento delle pratiche
burocratiche;  i vecchi taxi Renault 4 o 2cv con le bottiglie di plastica
al posto del serbatoio; i carretti a trazione umana carichi
all'inverosimile; le risaie e le "fornaci" di mattoni a cielo aperto che
caratterizzano la campagna attorno alla capitale.


Abbiamo potuto visitare il parco di Andasibe, con i suoi magnifici
lemuri (gli Indri Indri su tutti), i camaleonti e la foresta
lussureggiante; dormire ai bordi della foresta con i canti dei lemuri e
delle svariate specie di uccelli è un'esperienza imperdibile.
Abbiamo poi trascorso  3 settimane nella magnifica isola di Sainte
Marie, dove A. ha potuto vedere per la prima volta il mare (e che
mare... altro che quello di Rimini), dove abbiamo quasi accarezzato
dalla barca una balena ed il suo piccolo e dove abbiamo trascorso bei
momenti di gioco e serenità sulle spiagge, facendo bagni e castelli di
sabbia con le bimbe ed i bimbi del villaggio.
Infine abbiamo visitato i dintorni di Ampefy, la cascata, il geyser e le
sue apprezzatissime specialità gastronomiche. Ed ancora Andsirabe e la
sua strepitosa campagna.
Ma soprattutto, in questi 3 mesi, abbiamo potuto conoscere persone speciali.
Abbiamo conosciuto una parte del popolo malgascio, le differenze (non
solo fisiche) ad esempio tra la popolazione della capitale, della
campagna e del mare, le contraddizioni, i volti dei bambini all'angolo
di una strada di Tana e quelli dei bambini che giocano a cavallo di una
palma o di una piroga sulle spiagge di Sainte-Marie.

Tornati a Tana per completare la pratica adottiva ed ottenere i
documenti di ingresso di A. in Italia, abbiamo potuto contare sul
prezioso supporto di Aldo, l'ormai ex segretario dell'AIM, che sia prima
che durante il nostro soggiorno ci ha fornito preziosissime informazioni
logistiche e ci ha permesso di incontrare le persone giuste per
completare nel migliore dei modi le pratiche dell'adozione. Grazie a lui
abbiamo infatti conosciuto Mireille, della Rappresentanza Consolare
Italiana in Madagascar, che ha tradotto a tempo di record i nostri
documenti e curato in maniera impeccabile l'invio degli stessi a Pretoria.
Anche all’Ambasciata di Pretoria abbiamo avuto la fortuna di poter
contare sulla dott.sa De Maria, tanto efficiente quanto incredibilmente
comprensiva delle nostre difficoltà e del nostro bisogno di
rassicurazioni a tanti km da casa.

E soprattutto, durante la nostra lunga permanenza nella capitale,
abbiamo potuto contare su Lorenzo ed Henintsoa, che da subito ci hanno
adottato e ci hanno offerto la loro amicizia, andando sicuramente oltre
il loro ruolo di ristoratori e gestori della "Chez Lorenzo Guest House".
Ci hanno permesso di conoscere questo paese con gli occhi di un italiano
che da oltre 25 anni vive e lavora qui e con gli occhi di una malgascia
che conosce (per esperienza diretta) il paese da dove veniamo, che
conosce le ricchezze e  le contradizioni del suo paese e che è sensibile
(come mamma e come ex-referente nel campo delle adozioni internazionali) ai bimbi che ci vengono affidati e al loro bisogno di affetto.
Oltre le innumerevoli volte in cui ci ha supportato con A., il regalo
più grosso che ci ha fatto è stata una sua dichiarazione dopo un paio di
mesi di permanenza; quando si è detta felice di vedere A.  sereno ed
inserito in maniera completa all'interno della nostra famiglia; pur
sapendo che il nostro cammino era ancora lungo, questo è stato
sicuramente uno dei momenti più gratificanti e commoventi della nostra
ancora breve ma intensissima avventura!

Adesso ci prepariamo a lasciare questo paese, con la voglia di tornare a
casa, la voglia di rivedere i nostri affetti, e la voglia di rientrare
in quella normalità che però forse da adesso non sarà più la stessa.
La voglia del rientro non annulla però un po' di malinconia nel lasciare
questa terra e le sue persone, quindi partiamo con la promessa di
tornare (nei tempi opportuni) e nella convinzione di mantenere un legame
speciale con questa terra che ci ha dato un figlio e ci ha concesso uno
sguardo speciale su un "angolo di mondo" che porteremo sempre con noi.
Velooma Madagascar!
Ivan e Rosetta





Fin da bambino ho “sognato di andare in Africa”


Nell’agosto del 1969,  mi sono imbarcato a Marsiglia sul “Pierre Loti”


(AS) Attilio Mombelli nato a Gaggino Faloppio nella provincia di Como, in un paesino tra Como e Varese, al confine con la Svizzera.
Fin da bambino ho “sognato di andare in Africa” … guardavo la cartina geografica  di questo continente e mi attirava quella bella chiazza gialla che a quei tempi era il Congo Belga … pensavo che doveva essere bello un giorno poterci andare!
Poi mi sono fatto prete pensando sempre di andare in missione.
Nel 1962 la nostra Comunità ha iniziato una missione in Madagascar a Ihosy. Ho visto tanti compagni di scuola partire e ho deciso che sarei partito  anch’io per il Madagascar …
Nell’agosto del 1969,  mi sono imbarcato a Marsiglia sul “Pierre Loti” con altri due confratelli, uno dei quali aveva già passato 5 anni in Madagascar.
Ero appena stato ordinato sacerdote, non conoscevo niente dell’Italia, ma mi interessava solo il Madagascar … durante il viaggio, 25 giorni, passando dalla Città del Capo, abbiamo incominciato ad imparare un po’ di malgascio con quel confratello che  aveva già la sua esperienza…

La lingua malgascia
C’è voluto un po’ di tempo tempo  … ho studiato il malgascio per sei mesi; mi ci sono voluti almeno 3 anni per parlare questa lingua senza dire troppi strafalcioni … Il malgascio è una lingua tanto diversa dalle nostre lingue latine; ma non è difficile; la grammatica è molto più semplice che la nostra, bisogna però imparare tutto un vocabolario diverso dal nostro … per questo devo ancora imparare  …
Ma la gente, con la sua semplicità, il suo senso dell’ accoglienza e anche la sua  dolcezza mi ha aiutato ad adattarmi, anzi a “trovarmi bene”…

Dove vivi
Sono sempre stato  in Madagascar  e praticamente quasi sempre a Ihosy… non l’ho scelto io questo posto, ma mi piace e mi trovo bene, … anche se devo dire che adesso non è più la Ihosy di una volta …
Attualmente si può dire che abbiamo tutto: ospedale, farmacia, distributori di carburante, tanti negozi pieni di tutto; anche i marciapiedi sono pieni di venditori che obbligano i pedoni ad invadere le strade al punto che diventa un ‘impresa passare in macchina; ci sono anche tanti mercanti ambulanti, che su carrettini, portano le loro mercanzia nelle case  …;
ci sono militari, gendarmi e “police” che controllano tutto e di più … a loro modo;
ci sono scuole con migliaia di bambini che regolarmente intasano le strade all’ora dell’uscita dalle classi;
c’è la luce elettrica, addirittura arrivano le “fibre ottiche” per la comunicazione internet ,  solo che tante volte la corrente subisce  interruzioni di ore o di mezze giornate, anche  l’acqua potabile è un problema serio perché bisogna fare lunghe code di attesa per averne un secchio.
Si, può dire che abbiamo tutto o quasi, poi però tutto funziona come può, cioè poco bene, per non dire alla meno peggio!
Ma il bello è che ci siamo abituati a questo sistema e la gente se ne  va quasi tranquilla per la sua strada.
E anche se la nostra radio ogni tanto “protesta” … ma, non può fare di più!


La radio
Si ho fatto e sto facendo anche questa esperienza …  Ho seguito due corsi di formazione per audio visivi a Lione, ho potuto formare una piccola equipe con la  quale ho fatto delle produzioni “dias-groupe” poi ci siamo permessi qualche esperienza in produzione cinematografica e nel 99, il nuovo Vescovo di Ihosy, ( con il quale avevo fatto la  formazione a Lione) , mi ha chiesto di provare anche “la radio”.
Non è stato tutto scontato, ma è una bella esperienza e sono convinto che può essere di grandissima utilità per la gente della zona in cui lavoro; non solo ne sono convinto, ma ne abbiamo anche delle prove.
Nel momento della mondializzazione che stiamo vivendo, tutti i mezzi di comunicazione moderni sono importanti e necessari anche, e direi in modo particolare, per la missione che ho scelto; che non è solo preghiera e prediche, ma anche promozione e formazione umana, sociale, culturale, morale,  politica ( senza fare politica) e  anche religiosa …    

Come si vive  
Si vive, credo, come si può vivere dal più al meno in tutte le cittadine o grossi villaggi del Madagascar.
 In tanti anni ho visto progredire e anche regredire la situazione; siamo passati tra gli alti e i bassi, ma questo dipendeva e dipende non tanto dalla situazione  qui sul posto, ma fa parte della situazione generale in cui si vive …
Il clima è mite, secco,  … i cicloni, in genere non fanno tanti danni, anzi sono desiderati per la coltura del riso.

Gli abitanti
La cittadina di Ihosy si trova ad un incrocio importante per le comunicazioni nel sud del Madagascar: si passa a Ihosy per andare a Tulear; da qui parte la strada  per Tolagnaro ( RN 13)  … che però è ancora molto “malandata”,  ma è l’unica  che si può fare ! c’era una strada che va verso Farafangana, attualmente quasi impraticabile, ma che comunque permette ancora le comunicazioni con Ivohibe e anche Iakora, sino a Begogo …
Qui si trovano tutte le etnie del Madagascar; la maggioranza però sono i Bestileo e i Merina ( Ambaniandro).
Ci sono anche delle “famiglie” di  cinesi e pachistani; pochi ormai sono i “vahaza” europei …
La maggior parte della popolazione della regione, invece, sono  i “BARA” …e qui ci sarebbero ancora tante cose da dire …

Con la gente
Mi trovo , posso dire, ci troviamo, bene con tutti; la gente ci rispetta e non solo, ci vuol bene, domanda aiuto, ma sa anche collaborare e impegnarsi quando si tratta di collaborare per qualche cosa di bene.

È tranquillo
La gente cerca e desidera la tranquillità e la sicurezza… ma la tranquillità, purtroppo, è legata a tanti fattori che non sempre si possono controllare, e che tante volte “opprimono” le persone,  per cui tanta gente non trova la sua situazione buona e tanto meno ideale. C’è ancora tanta povertà, e dove c’è povertà ci sono abusi di ogni genere.

Il lavoro
-         Mi occupo, insieme con un altro sacerdote della diocesi ed una suora, della radio “AVEC” ( che vuol dire Audio Visivi Espressione Cristiana ) collaborato da una equipe di circa 20 giovani;
-         Mi occupo, insieme ad alcune suore,  di un gruppo di giovani, circa 90, tra i 15 e 25 anni che, non potendo continuare la scuola classica, imparano un lavoro manuale;
-         Mi occupo di costruzioni di scuole, di case e di chiese.
-         Faccio il prete … e non è sempre tutto è facile!
-
La giornata tipo
Faccio il prete … la prima cosa è la preghiera e la Santa Messa con i confratelli alle 5,45 sino alle 7.
Dalle 7,30 alle 8 comunicazioni: mail, telefono, radio-comunicazione con i centri dove ci sono dei confratelli che non possono comunicare per telefono ;
alle 8 riunione per l’organizzazione del lavoro in radio;
9 - 12 , lavoro personale, visita ai lavori e incontri.
Preghiera, pranzo … e un po’ di siesta!
Alle 14, riprendo il lavoro personale; sovente visito dei villaggi nei dintorni di Ihosy.
18,45 preghiera, cena , telegiornale, qualche volta  un po’ di lavoro personale e poi “dodo”.

L’AIM
Personalmente ammiro il lavoro, ma soprattutto il coraggio e l’impegno con cui voi, la direzione dell’AIM, avete mantenuto un legame tra noi italiani qui in Madagascar, soprattutto nei momenti meno facili che abbiamo passato.
Ammiro la vostra discrezione e umiltà nel servire tutti i connazionali.
Grazie per tutte le informazioni che ci date  … che sovente sono le  uniche che abbiamo dell’Italia.
L’ associazione AIM ha saputo assumere e svolgere, e bene, tanti compiti e impegni burocratici che sono soprattutto di pertinenza di un Consolato.
Forse però, per un  Consolato non sarà facile mantenere quel legame di amicizia che l’AIM ci ha dato e che spero continuerà a darci, perché sono valori che non si limitano ne si racchiudono in un dovere burocratico.
Saluti cari. Grazie  P. attilio

Madagascar, un angolo di paradiso


Alla scoperta del grande Paese africano, punteggiato di isolotti amati da naturalisti, subacquei e surfisti


Lemuri, balene, tartarughe e delfini; folte foreste e spiagge da sogno con la sabbia bianca come borotalco, lambita dall'oceano Indiano che qui ha mille colori: il Madagascar con i suoi tanti e spettacolari isolotti, a sud dell'Equatore, è un rifugio dorato per chi ama l'avventura sopra e sotto il mare, un angolo di paradiso tutto da scoprire.
La natura dell'isola dalle dimensioni di un continente – è grande due volte l'Italia - è davvero stupefacente; ne parlò per primo nel 1771 il botanico e naturalista francese Philibert Commerson che, dopo aver circumnavigato il mondo, si fermò sull'isola per studiarne l'affascinante e primordiale interno. Ancora oggi il Madagascar offre una natura incontaminata e misteriosa – la maggior parte delle piante e degli animali sono endemiche -, da esplorare con piccoli velivoli che collegano i centri principali dell'isola.
Poche, invece, sono le strade, addirittura inesistenti per raggiungere il Menabe, la regione della costa occidentale, una delle zone più belle, che si può visitare con piccoli aerei privati che volano dalla capitale Antananarivo a Morondava o dall'isola di Nosy Be, a 15 chilometri dalla costa nord-ovest, fino alla penisola di Anjajavy, incantevole località sulla costa occidentale che permette di osservare balene e delfini.
L'isola di Nosy Be, che in malgascio significa isola grande, è incantevole, con raffinati hotel, resort e lodge e un ricco mercato a Hell Ville, la città principale, dove si può acquistare il papier Antaimoro, carta ricavata dalla corteccia d'albero del Madagascar decorata con fiori essiccati al sole. Qui le abitazioni, che ricordano la colonizzazione francese con il loro tipico stile coloniale, ospitano il museo Sakalava e Antankarana con le testimonianze della storia e delle tradizioni delle più importanti tribù malgasce. A circa 12 chilometri da Hell Ville, in direzione ovest, c'e Dzamandzar, dove si trova uno zuccherificio, fondato nel 1920, che produce un ottimo rum. Nosy Be è anche la base per visitare le meravigliose isole che la circondano: Nosy Tanikely, Nosy Vorona, Nosy Sakatia, Nosy Komba - abitata dai lemuri, i famosi primati progenitori delle scimmie che vivono solo in Madagascar - l'arcipelago delle Mitsio, le isole Radama e Nosy Iranja. Qui il mare ha tonalità verde e blu e le sue spiagge luminose sono talmente belle da sembrare irreali; al largo nuotano indisturbate le tartarughe che, da fine agosto a febbraio, depongono le uova durante le alte maree notturne.
Chi ama fare immersioni può scegliere l'isola di Tanikely, un angolo delizioso, o l'isola di Nosy Saba, accanto al parco nazionale di Sahamalaza, famoso per i lemuri dagli occhi blu, che fa parte dell'arcipelago delle Radama, dove si trovano i reef più spettacolari.
Anche l'arcipelago delle Mitsio, irresistibile per la sua bellezza e la sua natura incontaminata, è tutto da scoprire: composto da 50 isolette dalla sabbia bianchissima, da rocce e coralli affioranti dal mare - tutte disabitate tranne Nosy Mitsio o Grande Mitsio - è un vero paradiso per chi fa immersioni e vuole scoprire posti inviolati.
Anche l'altro versante dell'isola è spettacolare: di fronte alla costa occidentale, nella provincia di Toamasina, si trova l'isola di Sainte-Marie, dove da luglio a ottobre si avvistano le balene provenienti dall'Antartico che giungono nelle baie per riprodursi. Le megattere sono studiate e protette dallaWildlife Conservation Society, che effettua anche escursioni guidate di whales watching tra la baia di Antolgil e l'isola di Sainte Marie.
Il micro continente offre davvero di tutto per chi ama la natura, gli animali e lo sport, sia all'interno sia lungo la costa. I numerosi parchi nazionali offrono circuiti e sentieri per chi pratica il trekking, uno dei modi migliori per scoprire gli infiniti paesaggi dell'isola; il massiccio di Tsaranora nell'Andringitra, a sud della capitale Antananarivo, invece, è il luogo privilegiato per fare scalate con un ventaglio di rupi granitiche dai molteplici livelli di difficoltà. La stagione più favorevole per effettuare le scalate parte proprio da giugno e si protrae fino a novembre.
Lungo la bellissima costa nordoccidentale si pratica soprattutto la vela: la costa, con i suoi paesaggi mozzafiato, è riparata dalla corrente e la navigazione avviene grazie ai venti termici. Chi ama il surf e il windsurf, invece, deve recarsi intorno a Tuléar, nella baia di Anakao, verso Diego Suarez, l'estrema punta settentrionale dell'isola, o ad Ambila Lemaitso, a metà del versante orientale; a sud, infine, c'è Lavarono, uno dei siti più belli per gli sport acquatici.
Anche il rafting è molto praticato, ma per le tante difficoltà – soprattutto per la presenza di cascate e fitte foreste di mangrovie - è consigliabile farlo con l'accompagnamento di professionisti. Tra i percorsi più interessanti ci sono quelli del parco nazionale dell'Isalo; dell'Andringitra con i suoi numerosi piccoli fiumi e cascate; di Lily nell'Itasy, che con il suo percorso pieno di rapide assicura avventure adrenaliniche, e non lontano, in fondo a una gola molto stretta, quello di Mazy.
Fonte: IDA BINI –ANSA-