mercoledì 7 novembre 2012

Sfruttamento sessuale in Madagascar


Una donna su 7 è sfruttata sessualmente: la povertà fa dilagare la prostituzione 

In meno di 20 anni il numero delle prostitute registrato nella principale città portuale del Madagascar, Toamasina, dove vivono circa 200 mila persone, è salito da 17 mila del 1993 a 29 mila del 2012. Si calcola che una donna su 7 sia sfruttata sessualmente. Lo stato di povertà sempre più dilagante e la vicinanza della città all’Ambatovy, una delle miniere di nichel e cobalto più grandi del mondo, contribuiscono all’aggravarsi del fenomeno. Secondo le stime del governo, oltre tre quarti della popolazione malgascia vive attualmente con meno di 1 dollaro al giorno. La costruzione della miniera e i recenti miglioramenti del porto hanno portato l’afflusso di migliaia di lavoratori stranieri. Il costo della vita è aumentato e le attività commerciali tradizionali sono collassate, spingendo sempre più donne verso l’industria del sesso. La prostituzione, infatti, è un fenomeno normale e legale in Madagascar, un mezzo per sopravvivere. Le ragazze vengono dalle campagne per lavorare in città come cameriere. Poi, quando hanno un problema con il loro datore di lavoro, altre ragazze della loro stessa regione le introducono alla prostituzione. Nonostante la prevalenza di HIV/AIDS sia più bassa rispetto ad altri paesi dell’Africa, con circa lo 0.2% di persone tra 15 e 49 anni contagiate dal virus, l’incidenza delle infezioni sessualmente trasmissibili (STIs), come la sifilide, è molto al di sopra della media regionale. Secondo le statistiche ne è colpito il 4% delle donne incinte, come pure il 12% delle prostitute donne. Fino a sei anni fa, Antsohihy, la capitale della regione settentrionale di Sofia, è stata tagliata fuori dal resto del paese, ma nel 2006 il rifacimento di una strada per la capitale, Antananarivo, ha riaperto l’area al commercio, compreso quello del sesso. Non si hanno dati certi su questa città e, negli ultimi anni, i governi comunali hanno istituito un sistema di identificazione per le prostitute che le tutela legalmente e offre loro assistenza sanitaria specializzata. Questo stesso sistema non ha funzionato a Toamasina, dove le carte di identità sono state sostituite da libri rossi non ufficiali che danno accesso alle prostitute alle cliniche giudiziarie nella vicina destinazione turistica di Mahambo. 
Fonte: Agenzia Fides

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