mercoledì 14 settembre 2011

Donne africane, leader politiche e candidate alle maggiori cariche ...

La pioniera è Ellen Johnson-Sirleaf, che nel 2006 è stata eletta presidente della Liberia, diventando così la prima donna africana a ricoprire la più alta carica politica. Da allora, molte altre donne africane hanno deciso di candidarsi alle elezioni presidenziali in Benin, Camerun, Ghana, Guinea, Repubblica Democratica del Congo e Niger. Fino ad oggi, le loro campagne elettorali non hanno avuto molto successo e poche di queste donne possono sperare di raggiungere il livello di Ellen Johnson-Sirleaf. Tuttavia, tra il 2011 e il 2012 l'Africa ospiterà numerosi appuntamenti elettorali e l'aumento delle candidature femminili è indubbiamente un passo avanti verso il riconoscimento di tutte le minoranze, compresa quella delle donne, nel sistema politico africano.
Clarisse Juompan-Yakam ha scritto un articolo di approfondimento su questo tema, dove ha messo in luce le caratteristiche che accomunano le candidate africane: avere un notevole background universitario, essere tenaci in politica, aver svolto il ruolo di attiviste per i diritti civili nel dibattito pubblico.

Niger
Juompan-Yakam spiega che Mariama Bayard Gamatié, dopo aver perso le ultime elezioni presidenziali in Niger, ha denunciato la mancanza di copertura mediatica per la sua campagna:
Prima donna nigeriana a candidarsi alle presidenziali, questo funzionario delle Nazioni Unite ritiene che lo scarso risultato ottenuto nelle elezioni presidenziali di gennaio (0.38% dei voti, la percentuale più bassa tra tutti i candidati) sia dovuta alla mancanza di copertura dei media.
Ciò nonostante, Mariama Gamatié considera la sua candidatura come un esempio per le altre leader politiche africane.

Bénin
Marie-Élise Gbedo, candidata alle presidenziali in Bénin. Foto tratta da www.benin-diaspora.com
A seguire il suo esempio è stata, ad esempio, Marie-Élise Akouavi Gbèdo, candidata alle presidenziali in Bénin nel 2011, a cui Mariama Bayard Gamatié ha dato tutto il suo supporto per la campagna elettorale. Pur non avendo vinto, è poi diventata Ministro della Giustizia, contribuendo a rendere illegale la poligamia in Bénin.

Repubblica Democratica del Congo
Nella Repubblica Democratica del Congo Angèle Makombo-Eboum si è candidata alle elezioni presidenziali che si terranno nel novembre 2011. Secondo lei, se una donna è capace di dirigere una casa, allora dovrebbe essere altrettanto brava a governare un Paese. La candidata vanta una laurea in Giurisprudenza alla Sorbona
Perché il Congo non fa come la Liberia, la Tailandia, il Brasile o la Germania, Paesi dove le donne ricoprono le più alte cariche istituzionali. Le donne sono capaci di portare con sé il cambiamento. La vita in Kinshasa è il migliore esempio che ci sia… Lì sono le donne che si prendono cura delle famiglie e che garantiscono che i figli vadano a scuola.

Cameroon
La camerunense Édith Kah Walla ritiene che le donne debbano superare più ostacoli degli uomini per convincere i compatrioti di essere parimenti in grado di fare politica. Owona Nguini si dice d'accordo, ma pensa anche che essere donna sia un valore importante:
Il fatto che Édith Kah Walla sia una donna ha un duplice vantaggio… Perché è la prima volta che una donna si presenta alle presidenziali ed è raro che vinca la competizione elettorale. Può essere anche un handicap, se si considera che in politica esiste un certo maschilismo, e di conseguenza gran parte della società non sembra propensa ad avere una donna come leader.

Madagascar
In Madagascar la data per le elezioni presidenziali non è ancora stata fissata. Tuttavia, Saraha Georget Rabeharisoa, leader del partito dei Verdi, è stata una delle prime a presentare la sua candidatura e a esprimere tutta la sua contrarietà di fronte all'incertezza del calendario elettorale:
Lo Stato ha speso una cifra immensa per i membri del governo scesi in piazza a sensibilizzare i cittadini sull'importanza di iscriversi nelle liste elettorali… Se ora si decide di non tenere queste elezioni e di non consentire ai cittadini di esprimere le loro scelte, allora sono stati spesi tanti soldi per nulla.
Saraha Georget Rabeharisoa, leader del partito dei Verdi in Madagascar. Foto tratta da http://hasinimadagasikara.mg
L'ambiente, ovviamente uno dei temi principali nel suo programma politico, è anche uno degli argomenti più caldi in Madagascar da quando è venuto alla luce il mercato nero del legname [it]. Ecco la posizione di Rabearisoa su questo scandalo:
Tutto il traffico illegale che esiste in Madagascar è inaccettabile. Il traffico illegale del bois de rose esiste dal 2001. È giunto il momento di prendere le misure necessarie per combatterlo.
Fonte: /it.globalvoicesonline.org

Nessun commento:

Posta un commento

Si invitano i lettori ad inviare il loro indirizzo email o di amici interessati per ricevere le NEWS AIM Madagascar: news@aim.mg
Lasciare un commento anche anonimo ci aiuta a migliorare il nostro blog.
Grazie