mercoledì 21 settembre 2011

Lotta contro il cancro in Madagascar

Progetto Madagascar 2010 - 2015

Si tratta di un progetto che si ascrive in un contesto mondiale dove finalmente ci si è resi conto che il tumore non è un "privilegio" della popolazione dei paesi ricchi ma una importantissima causa di malattia e di morte anche dei paesi i via di sviluppo.
Fino a poco tempo fa si pensava infatti che nei paesi poveri la popolazione fosse vittima soltanto della fame e dalle malattie infettive. Il lento inserimento anche in queste realtà di tecniche che consentono di effettuare una diagnosi ha permesso di constatare che il tumore non solo esiste ma è causa di malattia e di morte in una grande parte della popolazione (alcuni ritengono che sia la seconda causa di morte dopo le malattie cardiovascolari).
In Madagascar, ad esempio, è bastato poco per evidenziare l'effetto drammatico che due tumori come il cancro della mammella e dell'utero hanno potuto e possono incidere sulla vita della popolazione femminile.
Per questo motivo la Fondazione Akbaraly, guidata da Cinzia Catalfamo, corrispondente consolare italiano in Madagascar, ha raccolto attorno a se un folto gruppo di professionisti e di associazioni, tra le quali i Patologi Oltre Frontiera con i quali ha dato vita ad un "progetto di lotta contro il cancro ginecologico e della mammella"
Tutto è nato all'inizio del 2010 quando un piccolo gruppo costituito da Cinzia, dal dr Tuseo dell'OMS, la drssa Allegri e il sottoscritto insieme al prof Veronesi e ad alcuni suoi collaboratori, con il Ministero della Sanità del Madagascar, ha iniziato ad elaborare un progetto che subito ha destato l'attenzione dell'OMS, dell'UICC e di altre organizzazioni come l'Institute Gustave Roussy di Parigi e Orange Telecom.
Il progetto in estrema sintesi prevede quattro filoni di attività:

1- la realizzazione di tre centri tumori in Madagascar, uno al centro ad Antananarivo , uno al sud a Fianarantsoa ed uno al nord a Mahajanga.
Il primo sarà una struttura nuova inserita all'interno del policlinico universitario della capitale, gli altri due un adattamento di strutture esistenti.
2- l'avvio di una campagna nazionale di prevenzione e diagnosi precoce su tutte le donne in età a rischio del cancro della cervice uterina e della mammella. Questo prevede la sensibilizzazione delle donne con campagne di comunicazione e l'intervento sul territorio anche nelle aree più remote ed isolate con unità mobili 4x4 attrezzate con ambulatorio ginecologico, ecografico e mammografo (da discutere).
3- l'elaborazione di un piano per la formazione di nuovo personale sanitario che oggi è assolutamente insufficiente in Madagascar in collaborazione con l'università di Antananarivo
4- l'implementazione della telemedicina e, con i Patologi oltre Frontiera, della telepatologia, grazie anche a Orange-Telecom che collabora col progetto mettendo a disposizione la connessione internet a banda larga con fibre ottiche.
5- l'avvio di un piano di ricerca scientifica sui tumori femminili.

Inutile sottolineare che essendo questo progetto il primo così strutturato nell'Africa subsahariana, ha spinto l'OMS ad inviare ad Antananarivo una delegazione di esperti che ci ha aiutato nella sua elaborazione finale.
Il 15 maggio 2010 il progetto è stato così presentato ufficialmente ad Antananarivo, presenti, oltre ai numerosi partners, il prof Veronesi.
Il progetto è concretamente partito il 1 agosto 2010 a Fianarantsoa per la presenza in quella città di un laboratorio di Anatomia Patologica moderno allestito grazie al gemellaggio in corso tra l'Azienda Desio-Vimercate e il locale ospedale CDS. In quella città è partita una campagna per la prevenzione del cancro della cervice uterina che comprende HPV test, pap test, colposcopia sulla popolazione femminile locale e dei villaggi della provincia.
Fonte: www.4AWOMAN.org

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