mercoledì 5 ottobre 2011

L’Associazione Giovani Imprenditori nel mondo cerca nuovi soci

 Presieduta da Enzo La Civita, l’Associazione Giovani Imprenditori Italiani nel Mondo (Agiim) è sempre alla ricerca di nuovi soci, per allargare la propria rete di rappresentanti nel mondo.
"Dal Nord America all’Australia, dall’Europa all’America Latina, - scrive La Civita – sono centinaia di migliaia gli imprenditori italiani e di origine italiana che – nei più svariati settori di attività – hanno esportato i valori della nostra cultura del fare impresa. Questi stessi valori ispirano oggi vasti ambiti dell’economia dei Paesi che hanno accolto la nostra emigrazione e ne influenzano fortemente i modelli di consumo, nei quali il Made in Italy trova ampio spazio. Pertanto gli imprenditori italiani diffusi in tutto il mondo, sono per l’80% provenienti dal centro-sud Italia, costituiscono il motore per creare uno sviluppo imprenditoriale nei loro luoghi di provenienza e offrono un nuovo e più moderno sostegno alla promozione degli interessi italiani in campo economico, commerciale e culturale nei Paesi e nei mercati nei quali svolgono la loro attività".
L’associazione – che ha anche un sito web all’indirizzo www.agiim.com – oggi ribadisce che "in un moderno e complesso quadro di relazioni, gli imprenditori italiani all’estero si riconoscono infatti pienamente nel sistema Italia e intendono "fare squadra" con le imprese in Italia, per lavorare insieme sui mercati esteri, per l’innovazione e per lo sviluppo". L’associazione, quindi, nasce proprio per "raccogliere subito questo "patrimonio di disponibilità" finora disperso e frammentato".
Obiettivo dell’AGIIM, continua il presidente La Civita, "è fornire sinergie per sostenere l’internazionalizzazione del sistema produttivo italiano, per favorire l’attrazione di investimenti stranieri in Italia e, più in generale, per promuovere al meglio gli interessi economici, politici e culturali italiani all’estero".
All’AGIIM "aderiscono giovani imprenditori ed imprenditrici di origine italiana che risiedono e/o hanno la sede della propria attività all’estero e che tuttavia si riconoscono nel sistema imprenditoriale italiano".
Organizzazione "totalmente indipendente costituita da una struttura operativa in Italia e da uffici di rappresentanza all’estero che fanno capo ad imprenditori di riferimento nelle rispettive aree", l’AGIIM "si propone come punto di incontro e di confronto, di scambio di esperienze, di contatti e di idee tra gli imprenditori di origine italiana attivi all’estero e fra questi e il tessuto imprenditoriale nazionale".
"L’AGIIM – prosegue La Civita – ha costituito e partecipa attivamente a gruppi di lavoro per l’individuazione di linee di azione e di partnership in progetti attraverso i suoi uffici di rappresentanza all’estero, in accordo con le associazioni imprenditoriali locali, per la realizzazione di progetti volti a contribuire ad accrescere la competitività del sistema Italia attraverso il dialogo tra le imprese in Italia e le imprese all’estero; espandere e supportare le attività degli associati e favorirne l’internazionalizzazione; favorire l’attrazione di investimenti verso l’Italia; creare delle isole-laboratorio dove coltivare eccellenze tecnologiche per la messa a punto di prodotti italiani per l’esportazione; creare reti innovative per la distribuzione all’estero di prodotti italiani; curare il rapporto con le giovani generazioni attraverso la costituzione di un centro per costruire un nuovo modello relazionale per collaborare con le Università, i centri di ricerca e gli enti di formazione".
L’Associazione "si propone di dotare il sistema Paese di uno strumento efficace in grado di offrire alle imprese italiane che si aprono alla concorrenza globale, nuove e privilegiate prospettive di partnership, grazie alle esperienze acquisite "sul campo" dai suoi associati; contribuire al superamento di situazioni di inefficienza e di inadeguatezza delle attività istituzionali di promozione degli interessi dell’Italia all’estero; agevolare il trasferimento di tecnologie dall’estero all’Italia e viceversa; favorire l’attrazione di investimenti verso l’Italia e, infine, coinvolgere i Ministeri delle Attività Produttive, degli Esteri, della Gioventù e Confindustria". (aise)

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