mercoledì 26 ottobre 2011

A rischio le foreste del Madagascar


Un codice a barre genetico per proteggere le foreste

Lo sfruttamento massiccio e indifferenziato delle foreste tropicali del Madagascar ne mette a rischio la sopravvivenza. Un progetto del Politecnico federale di Zurigo e dello Zoo cittadino mira ora a rendere più difficile il commercio del legno illegale.


Il traffico internazionale di legni tropicali pregiati è un mercato fiorente, che vale centinaia di milioni euro ogni anno. Ma mette a rischio le foreste tropicali, preziosi serbatoi di biodiversità e habitat insostituibili per molte specie viventi. È quanto accade in Madagascar, dove il disboscamento illegale minaccia l'ultima delle foreste della grande isola dell'Oceano Indiano, dove trovano rifugio circa 100 diverse specie di lemuri.
I trafficanti di legname hanno infatti messo le mani sui preziosi legni esotici del Parco nazionale di Masoala, come il palissandro e l'ebano: dal 2009 a oggi, ogni giorno, sono stati abbattuti e rubati dal Parco Nazionale più di cento alberi.

Un codice a barre per salvare le foreste
Il professor Alex Widmer dell'Istituto di Biologia Integrata dell'ETH di Zurigo e Martin Bauert dello Zoo cittadino hanno avviato un progetto per isolare il codice genetico delle singole specie di legno, trasformando queste informazioni nella "carta d'identità" di ogni singola essenza. Una volta identificato il codice, si potrà risalire all'origine del legname commerciato, stabilendone con precisione l'origine e verificando le dichiarazioni ufficiali che lo accompagnano. 
Il problema, però, è complesso. Sonja Hassold, dottoranda con il professor Widmer, dopo un viaggio di studio  compiuto proprio in Madagascar spiega che "isolare il DNA del  legno è difficile, perché nel legno lavorato - il massello - ci sono poche tracce di materia vivente". La possibilità di ricavare frutto dalle ricerche, infatti, è collegata alla conservazione del legno stesso, alla sua stagionatura e pertanto è inversamente proporzionale al tempo trascorso dall'abbattimento della pianta.

Piccole differenze, grandi difficoltà
Un'altra difficoltà è costituita dall'esiguità delle differenze genetiche tra le diverse specie vegetali tropicali. I ricercatori devono quindi estendere lo studio al genoma del nucleo delle cellule per individuare nuovi marcatori genetici utilizzabili nella tracciatura.

L'importanza degli erbari
Un ulteriore problema è legato al fatto che le piante adulte, le più grandi, sono ormai state abbattute; e le superstiti sono piante giovani che non presentano i caratteri definitivi delle differenti specie. Mancano quindi riferimenti viventi per le mappature genetiche in corso. Da qui l'importanza che assumeranno le collezioni botaniche e gli erbari scientifici sparsi per il mondo: in mancanza di materiale vivo, si lavorerà sui campioni essiccati.
Fonte: RaiNews24

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