mercoledì 5 ottobre 2011

Porcellum e Mattarellum sistemi a confronto

Due sistemi a confronto. Ecco come funzionano il Porcellum e il Mattarellum. Il primo regola l'attuale legge elettorale, il secondo, se passasse il referendum, potrebbe sostituirlo.  
Come funziona il Porcellum. Si tratta di un sistema proporzionale con liste bloccate. L'elettore cioè non può esprimere preferenze e i candidati vengono eletti secondo l'ordine di presentazione in base ai seggi ottenuti dalla singola lista. Alla Camera sono previste soglie di sbarramento su base nazionale: il 10% del totale dei voti validi per le coalizioni e il 2% per le liste che ne fanno parte; il 4% per le liste che si presentano al di fuori di una coalizione. All'interno della coalizione partecipa alla ripartizione dei seggi anche la lista che abbia conquistato più voti tra quelle che non hanno conseguito il 2% dei voti. Alla coalizione di liste (o alla lista non coalizzata) più votata, qualora non abbia già conseguito almeno 340 seggi, è attribuito un premio di maggioranza tale da farle raggiungere il numero di seggi in questione. Anche per il Senato è previsto un premio di maggioranza volto ad assicurare almeno il 55 per cento dei seggi regionali alla coalizione (o alla lista) che abbia ottenuto più voti.
Il meccanismo opera perciò su base regionale, con la conseguenza che può determinarsi una maggioranza diversa da quella formatasi alla Camera. Anche le soglie di sbarramento operano su base regionale: 20 per cento per la coalizione che abbia al suo interno
almeno una lista che abbia raggiunto il 3%; 8% per le singole liste; 8% per le liste che fanno parte di coalizioni che non hanno raggiunto il 20%. All'interno delle coalizioni partecipano al riparto dei seggi le liste che abbiano ottenuto almeno il 3%.

Come funziona il Mattarellum. 
E' un sistema misto, che alla Camera prevede l'elezione del 75% dei deputati con collegi uninominale e il 25% con sistema proporzionale. Per la parte maggioritaria viene eletto il candidato che ottiene più voti. Nel proporzionale, dove non si esprime la preferenza, accedono alla suddivisione dei seggi le liste che hanno raggiunto la soglia di sbarramento del 4%. Prima della ripartizione occorre però applicare il meccanismo dello scorporo, per cui alla lista vengono sottratti i voti ottenuti dal candidato ad essa collegato che ha vinto nel collegio. Al Senato i tre quarti dei seggi vengono assegnati col sistema maggioritario, in collegi uninominali, a maggioranza semplice e a turno unico. Per il restante quarto dei seggi, si applica il metodo proporzionale ai gruppi di candidati collegati, all'interno dei quali vengono eletti i candidati sconfitti nell'uninominale meglio piazzati, una volta verificato il numero di posti spettanti in base ai voti ottenuti e applicato lo scorporo. Anche con il Mattarellum è accaduto che si siano formate maggioranze diverse nei due rami del Parlamento, accadde proprio la prima volta che fu applicato nel 1994.
Fonte:Repubblica.it
Per dovere di cronaca dobbiamo riportare una dichiarazione di Silvio Berlusconi dopo la pubblicazione di questo articolo
Non mi sto interessando della legge elettorale. Quello che mi sta a cuore in questo momento è continuare a lavorare per portare l'Italia al riparo dall'attacco al nostro debito pubblico e fuori dalla crisi finanziaria globale".
Così il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in una nota diramata da Palazzo Chigi in cui conferma che "governo e maggioranza stanno lavorando a un nuovo decreto legge, con misure concrete ed efficaci che ridiano fiducia ai cittadini, alle famiglie e alle imprese. Lo presenteremo entro la metà di questo mese, come ci siamo impegnati a fare".
"Tutto il resto – prosegue Berlusconi – sono le solite chiacchiere del teatrino quotidiano della politica, che, purtroppo, va in scena tutti i giorni sui quotidiani, nelle tv e on line e che produce solamente confusione e demoralizzazione nella gente. La riforma del sistema elettorale non è materia sulla quale mi sto esercitando. Le riforme che mi interessano in questo momento sono quelle del fisco, della architettura istituzionale, della giustizia, che sono il completamento delle riforme attuate in questi tre anni".
"Su questi temi, pur con il limite degli inesistenti poteri attribuiti dalla Costituzione al premier, - continua il Premier – sto spronando la maggioranza a lavorare presto e bene in Parlamento. Su queste riforme decisive per il presente e per il futuro del Paese, sarebbe auspicabile un contributo fattivo dalle opposizioni, se pensassero davvero al bene comune e non solo alla mia poltrona di premier". (aise)

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